Giancarlo Bosco, espressionista, olio/acrilico su tela
Giancarlo Bosco nasce il 1° settembre del 1967 a Rossano (CS), dove vive ed opera.
Dopo aver vissuto per svariati anni all’estero, ritorna a Rossano, dove inizia ad amare ed a conoscere, da autodidatta, tuttociò che è arte.
Il suo cammino artistico incomincia con l’incontro del Maestro Lehman (scultore tedesco), che lo aiuta a far venire fuori la sua vena artistica e lo avvia con pennelli e colori, lo indottrina su vari aspetti, risvolti e stili che l’arte in se stessa può esprimere.
Durante il suo percorso artistico ha la fortuna di incontrare una grande persona e personalità del mondo pittorico, il Maestro internazionale d’arte Milena Crupi che intravede in lui il talento artistico e uno stile personale che ha bisogno di emergere. Acquisisce da questa esperienza formativa, una formazione di grande livello nel figurativo, che lo ha portato ad una individualità espressiva curata e meticolosa che lo ha completato e perfezionato.
Da svariati anni partecipa a collettive, iniziative benefiche, ed espone in mostre personali le sue opere, riscontrando un consenso molto positivo da parte del pubblico e di personalità competenti in campo artistico.
“Nel suo amore verso la natura trova espressioni creative che lo contraddistinguono: alberi con caratteristiche strutture di foglie e rami inconfondibili, resi completi dalle più svariate forme di vita … il cielo e il mare si toccano e lasciano spazi aperti per volare con l’immaginazione, così da portare i pensieri ben al di là di ciò che è reale …”. (E. Lehman)
“La soggettiva di ogni opera tende a rendere attaccato l’osservatore/osservatrice a cogliere ogni minima sfumatura di ciò che il Creativo vuole comunicare … Giancarlo, inoltre, è un attento scrutatore della società, comprendendone fino a fondo i sui vizi e le sue sollecitazioni al peccato …” (L. Fusaro)


"Falsi idoli del nostro tempo (eterna lotta fra il bene e il male)",
acrilico su tela, cm. 100X70
"Gesù di Nazareth", olio su tela, cm. 70X100
Al mio amico Mario Sasso Da un anno si sapeva caro Mario che a lungo non durava il tuo soffrire, l’infido mal ti aveva designato, ma la speranza è l’ultima a morire! E ora è morta pure la speranza! Quella telefonata mi ha colpito come una pugnalata in mezzo al cuore, la voce da lontano mi diceva che Mario avea finito di soffrire non posso fare a men di ricordare la tua risata schietta e generosa di come ricordavi la tua Italia che troppo presto avevi abbandonato! Ed ora in questa terra di Germania, tu hai esalato l’ultimo respiro, io so che tu paura non hai avuto quando la morte ha chiesto il suo tributo! Tuo unico cruccio era mi dicevi, di non poter lasciare niente ai figli, oltre all’insegnamento da buon padre, tua moglie e i tuoi bambini son rimasti come una barca persa in mezzo al mare, senza timone e senza vettovaglie, a nulla caro Mario ti è servito avere un cuore grande e generoso, chiunque era in bisogno tu hai aiutato, però pietà di te nessun l’ha avuta! Dal tuo lavoro ti hanno liquidato e dire che eri si un lavoratore! Poi la crudele banca ha fatto il resto, tutto si sono presi senza indugio , appena sei caduto in malasorte! La macchina, la casa, i tuoi risparmi, per loro eri soltanto una cartella, una cartella senza più risorse, senza più niente da potergli dare, adesso io non so se c’è davvero , quel Dio che sempre tutti noi invochiamo, ma spero che se esiste veramente, ti possa tramutar da una cartella in quella più splendente é bella stella!
"Ho scritto questa mia poesia in un momento molto particolare di sofferenza e dolore per la perdita di un mio amico fraterno, una persona che sebbene segnata sin dall'infanzia dalla vita e dalla sofferenza era sempre in prima fila se qualcuno aveva bisogno, anche se non era benestante ha fatto del bene a tante persone, aiutandole a sistemarsi e a trovare lavoro: lui era emigrato in Germania da bambino orfano dei genitori, e lì ha vissuto fino alla prematura scomparsa…mi farebbe piacere che queste mie 4 righe in sua memoria invece di ammuffire in un cassetto fossero messe lì dove qualcuno le possa leggere, in memoria della sua persona…"