SITI E AREE ARCHEOLOGICHE CALABRIA

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

Tra i più importanti siti e aree archeologiche in Calabria c’è il Parco Archeologico di Locri Epizefiri, con i suoi reperti attribuibili all’età del bronzo e all’età ferro, con i resti della città greca e le sue mura, con i i santuari, il teatro, e con le innumerevoli tracce di età romana, permette di visitare oltre 4000 anni di storia. Locri Epizefiri fu l’ultima delle colonie greche fondate, nel VII secolo a.C., sul territorio dell’attuale Calabria. I coloni, giunti all’inizio del VII secolo a.C., si stabilirono inizialmente presso lo Zephyrion Acra (oggi Capo Bruzzano), e solo successivamente si insediarono a pochi chilometri a nord della città storica conservando però l’appellativo di Epizephyrioi, che significa appunto “attorno a Zephyrio”.
A destra un Pinax raffigurante Ade e Persefone. Nel santuario della Mannella sono stati trovati molti pinakes: quadretti in terracotta decorati con scene a rilievo policrome. I pinakes (ex voto) illustrano aspetti del mito e del culto di Persephone. Sono stati realizzati nella metà del secolo V a.C. I pinakes sono di forma rettangolare o quasi quadrata, ed hanno una dimensione massima di 30 cm di lato. Questi quadretti avevano dei fori, utilizzabili per appenderli.

Archeologia

Il parco archeologico di Locri Epizefiri si trova a circa 3 km a sud dell’attuale Locri. Trovandosi a distanza dagli odierni centri abitati conserva, quasi integralmente, la città antica. I vari scavi archeologici condotti da Paolo Orsi (tra il 1908 ed il 1912), da Paolo Enrico Arias (tra il 1940 ed il 1941) e da Giulio Jacopi (nel 1951), hanno rivelato che l’abitato è oltrepassato da una grande via di comunicazione che ancora oggi conserva il nome greco di “dromo”.
In parecchi tratti è visibile la città antica, difesa da una cinta muraria di 7 km. Esternamente le mura si estendono le necropoli e, in prossimità della cinta, la maggior parte delle aree sacre. I santuari all’interno delle mura, risalenti al periodo arcaico, sono dotati di edifici templari imponenti, diversamente quelli situati all’esterno dove, però, sono state rinvenute numerose offerte votive. L’unico edificio pubblico non sacro riportato alla luce a Locri è il teatro, risalente al IV secolo a.C. Visibili, oltre alle fondazioni dell’edificio scenico, parte dei gradoni in arenaria della cavea. In età romana imperiale furono eliminate le file più basse delle gradinate e costruito un alto muro semicircolare per proteggere gli spettatori durante le lotte tra gladiatori o tra uomini e animali.

TEMPLI E SANTUARI

Per quel che riguarda il periodo arcaico va ricordato il santuario di Zeus. Dopo la scoperta a metà altezza della collina della Mannella, all’interno della cinta muraria, di un deposito di iscrizioni, si è ipotizzata la presenza di un’agorà alla sua base. Sempre sulla collina della Mannella, quasi sicuramente nel VI secolo a.C., fu eretto un luogo di culto dedicato alla dea Atena. Al di fuori dalla cinta furono eretti altri luoghi di culto: il santuario delle ninfe e il santuario di Demetra, ad esempio. Altro templio interno alla cinta muraria è il Tempio ionico di Marasà, una costruzione databile attorno al VI-V secolo a.C.
Nelle vicinanze della costa, si trova l’area sacra di Afrodite, un complesso formato da un tempietto, da una serie di ambienti con portico a “U” e da un cortile centrale. La sua realizzazione, avvenuta in due tempi, è da collocarsi tra la fine del VII e la metà del VI secolo a.C., mentre il suo utilizzo si è protratto fino alla metà del IV secolo a.C.

RITROVAMENTI STATUARI

Tra i maggiori ritrovamenti statuari vi è il gruppo marmoreo dei Dioscuri a cavallo, esposto nel Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria; una imponente scultura che raffigura un Dioscuro che scende da un cavallo sorretto da un tritone con la barba, il busto umano coperto da un panno e il resto del corpo con sembianze di pesce. Nella cella tesauraria del santuario della Mannella dedicato a Kore-Persefone sono state trovate numerose tavolette fittili (Pinakes),  scolpite con la tecnica del bassorilievo, risalenti per la maggior parte alla prima metà del V secolo a.C. .

Parco Archeologico di Locri Epizefiri

TEATRO GRECO-ROMANO
Unico edificio pubblico non sacro riportato alla luce a Locri, risalente al IV secolo a.C.
tempio ionico di marasa’
Templio interno alla cinta muraria. E’ una costruzione risalente al VI-V secolo a.C.
DIOSCURI a cavallo
Tra i maggiori ritrovamenti statuari, esposto nel Museo nazionale della Magna Grecia