Esponenti della pittura calabrese

Pietro Negroni, lo Zingarello

Pietro Negroni, detto lo Zingarello (così soprannominato per il suo aspetto fisico), verosimilmente tra il 1515 e il 1520 (la data 1505 desumibile dal profilo tracciatone da Bernardo De Dominici ,1742, non ha avuto riscontri) , secondo alcune fonti a Borgo Partenope (CS), secondo altri a San Marco Argentano (Cs), località più probabile essendo indicata in un manoscritto del XVI secolo, i Commentaria di Bernardino Bombini (Agosti – di Majo, 2004, p. 133).

Dipinto a destra: “Madonna col Bambino in trono fra i Santi Barbara e Lorenzo”. Castrovillari, Chiesa di S. Maria del Castello

La vita e le opere di Pietro Negroni

Secondo la studiosa Marisa Reale, Pietro Negroni, pittore calabrese del Cinquecento tra Rinascimento e Manierismo, avrebbe frequentato da giovane l’ Accademia Cosentina, importantissimo centro culturale della Calabria.

Proprio all’interno di questo ambiente, presumibilmente, conobbe Marco Cardisco, pittore calabrese più anziano di lui, e ne divenne allievo, seguendolo a Roma, Napoli e Messina. A lui probabilmente Giorgio Vasari si riferisce nelle Vite :

«Fu compagno di Marco un altro calavrese, del quale non so il nome, il quale in Roma lavorò con Giovanni da Udine lungo tempo e fece da per sé molte opere in Roma, e particolarmente facciate di chiaro scuro. Fece anche nella chiesa della Trinità la capella della Concezione a fresco con molta pratica e diligenza.»

A Messina entrò in contatto con Polidoro Caldara da Caravaggio (1500c-1543), tra i più importanti diffusori del linguaggio e degli stilemi del Manierismo nel sud dell’Italia.

Il primo documento che si può ricondurre a Pietro Negroni è del 1539: si tratta dell’ incarico di una Immacolata da parte di Pacilio Certa, di destinazione sconosciuta (Filangieri, 1888, pp. 273 s.). In questo atto il pittore è nominato come «de Neapoli», ciò porta a pensare ad una sua presenza a Napoli già da diversi anni.

E proprio qui, allo “Zingarello” fu dato l’incarico, che gli portò successivamente un grande credito, di allestire le coreografie per l’arrivo in città dell’imperatore Carlo V. Molte delle sue opere sono sparse tra Campania, Sicilia e, in particolare, in varie chiese della Calabria: a Cosenza, Castrovillari e Cassano all’Ionio, dove è custodita una sua meravigliosa Annunciazione. Pregevoli gli olii su tavola, sezioni di un polittico ora separato, ospitati nel Convento della Riforma a San Marco Argentano: il San Paolo, effigiato con due piedi sinistri, il San Pietro e la Santissima Trinità.

Morì probabilmente nell’anno 1567.

Sacra Famiglia con San Giovannino
“SACRA FAMIGLIA CON SAN GIOVANNINO”

Datazione: 1557 – Olio su tavola, cm 170 x 115 –  Galleria Nazionale di Cosenza

Matrimonio mistico di Santa Caterina
“MATRIMONIO MISTICO DI SANTA CATERINA”

Datazione: 1554 – Olio su tavola, cm 139 x 109 – Museo Nazionale di Belle Arti a Buonos Aires

Ritratto di giovane
“RITRATTO DI GIOVANE”

Datazione: tra il 1530 e il 1565 – Olio su tavola, cm 72 x 58 – Galleria Borghese a Roma